Glossario


Uno degli obiettivi principali del Glossario EMN è di migliorare, attraverso la comprensione dei termini di uso comune e delle definizioni in esso contenute, la comparabilità della terminologia in uso tra gli Stati Membri dell’Unione Europea.
Il Glossario può essere considerato un utile documento di riferimento per i Punti di Contatto Nazionali dell’EMN e i membri delle loro reti nazionali, così come per i professionisti e gli studiosi che operano nel settore dell’asilo e delle migrazioni.

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Autorizzazione recante il termine «Carta Blu UE», che consente al titolare di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro ai sensi della Direttiva 2009/50/CE (sui lavoratori altamente qualificati).

Atto che riafferma, nel dovuto rispetto dei poteri e delle competenze dell’Unione e del principio di sussidiarietà, i diritti che derivano, in particolare, dalle tradizioni costituzionali e dagli obblighi di diritto internazionale comuni agli Stati membri, dalla Convenzione Europea per la protezione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), dalle carte sociali adottate dall’Unione e dal Consiglio d’Europa, dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e dalla Corte Europea per i diritti dell’uomo.

Pratica mediante la quale coloro che si sono stabiliti sulla base del ricongiungimento familiare possono, a loro volta, patrocinare l’arrivo di altri familiari, coerentemente agli obblighi previsti nella Convenzione CEDU.
Nel contesto internazionale, la definizione assume connotati più ampi e può valere indipendentemente dal ricongiungimento familiare, coinvolgendo anche amici e componenti del gruppo sociale di origine.

Sistema innovativo di protezione internazionale dei diritti umani, che concede ai singoli individui la facoltà di ricorrere in tribunale in difesa dei propri diritti. Più formalmente conosciuta come Convenzione europea per la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Beneficio di cui gode un determinato paese come risultato dell’immigrazione di soggetti altamente qualificati.

Possibilità per i paesi in via di sviluppo di attingere alle competenze, al know-how e ad altre forme di esperienza ottenuta dai loro migranti e dai membri della diaspora, sia nel caso questi ritornino o meno nel paese d’origine.

Perdita subita da un determinato paese in seguito all’emigrazione di persone altamente qualificate.

Mancato riconoscimento delle competenze (e delle qualifiche) acquisite dai migranti al di fuori del territorio comunitario, che impedisce di sfruttare appieno le loro potenzialità.

Comitato della Commissione Europea guidato da un gruppo di esperti impegnati nel facilitare un informale scambio di vedute tra le amministrazioni degli Stati membri ed i servizi della Commissione su questioni politiche e giuridiche riguardanti le migrazioni, le frontiere e l’asilo.

Forum consultivo di carattere informale e non decisionale per lo scambio di informazioni e il dibattito politico a livello intergovernativo su questioni rilevanti per la gestione dei flussi migratori internazionali. È composto dagli Stati partecipanti, dall’ACNUR, dall’OIM e dalla Commissione Europea.

Organismo che coadiuvava gli Stati membri nell’analisi efficace dell’immigrazione autorizzata per prevenire l’immigrazione non autorizzata e il soggiorno irregolare; esso si impegnava operativamente nella lotta contro le organizzazioni criminali che sfruttano l’immigrazione, nell’individuazione dei documenti falsi e nel miglioramento delle azioni in materia di allontanamento.

Specifico vincolo giuridico tra un individuo e il suo Stato di appartenenza, acquisito per nascita o naturalizzazione, tramite dichiarazione, per scelta, matrimonio o altre modalità, a seconda della legislazione nazionale.

Ottenimento della cittadinanza di uno Stato; per esempio per nascita o in un determinato periodo temporale successivo alla nascita, in maniera automatica e non automatica. L’acquisizione della cittadinanza può avvenire per attribuzione, dichiarazione, scelta o richiesta.

Cessazione dello status di cittadino di un paese (volontariamente o involontariamente, automaticamente o per effetto di un atto delle pubbliche autorità). I principali tipi di perdita sono la rinuncia, la revoca e la scadenza della cittadinanza.

Contemporaneo possesso di due o più cittadinanze da parte della stessa persona.

Ogni persona che possiede la cittadinanza di uno Stato membro dell’Unione Europea.

Persona che non è cittadino dell’Unione ai sensi dell’articolo 20(1) del Trattato sul funzionamento dell’UE e che non gode del diritto alla libera circolazione, così come stabilito nell’articolo 2(5) del Codice Frontiere Schengen.

Cittadino di paese terzo del quale è stata ufficialmente constatata la presenza sul territorio di uno Stato membro e che non soddisfa, o non soddisfa più, le condizioni di soggiorno o di residenza per quel determinato Stato membro.

Persona non in possesso della nazionalità di uno Stato Membro.

Vedi Straniero.

Procedure e condizioni per il rilascio del visto di transito o per soggiorni nel territorio degli Stati membri dell’UE di durata non superiore a tre mesi nell’arco di un periodo di sei mesi.

Insieme delle norme che disciplinano il controllo di frontiera sulle persone che attraversano le frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione Europea.

Comitato che venne previsto dall’art.36 del Trattato sull’Unione Europea (Titolo VI), denominato anche CATS – Council Working Group (Gruppo di lavoro del Consiglio). Il Comitato aveva il compito di coordinare i gruppi di lavoro competenti in materia di polizia e di cooperazione giudiziaria e di preparare i lavori del Comitato dei Rappresentanti Permanenti (COREPER).

Contesto per il dialogo e la consultazione tra gli Stati membri e i Paesi dell’Africa Occidentale che si fonda sulla cooperazione regionale tra i paesi di origine, transito e destinazione in materia di migrazione, lungo le attuali rotte migratorie. All’interno di tale contesto, vengono implementate concrete iniziative operative.

Piattaforma istituita al fne di far incontrare attori dell’immigrazione e dello sviluppo in un paese o in una regione per gestire l’immigrazione in maniera più efficace, nell’interesse di tutti e lungo precisi itinerari migratori. Tali piattaforme vogliono riunire i rappresentanti del paese o dei paesi interessati con i rappresentanti degli Stati membri, della Commissione e delle organizzazioni internazionali.

Accordo di partenariato tra gli Stati membri del gruppo ACP (Africa, Caraibi e Pacifico) e gli Stati membri dell’Unione Europea siglato il 23 giugno del 2000 a Cotonou, nel Benin, da cui prende il nome di «Accordo di partnenariato ACP-CE» oppure «Accordo di Cotonou». L’accordo è finalizzato a promuovere e facilitare lo sviluppo economico, culturale e sociale degli Stati ACP, con l’obiettivo di contribuire anche alla pace e alla sicurezza e alla promozione di un contesto politico stabile e democratico.

Uno degli atti di seguito elencati, nel momento in cui venga commesso nell’ambito di un attacco diffuso o sistematico contro qualsiasi popolazione civile e con la consapevolezza dell’attacco:
a) Omicidio;
b) Sterminio;
c) Riduzione in schiavitù;
d) Deportazione o trasferimento forzato della popolazione;
e) Imprigionamento o altre gravi forme di privazione della libertà personale in violazione di norme fondamentali di diritto internazionale;
f) Tortura;
g) Stupro, schiavitù sessuale, prostituzione forzata, gravidanza forzata, sterilizzazione forzata e altre forme di violenza sessuale di analoga gravità;
h) Persecuzione contro un gruppo o una collettività dotati di propria identità, inspirata da ragioni di ordine politico, razziale, nazionale, etnico, culturale, religioso o di genere come definito nel paragrafo 3, o da altre ragioni universalmente riconosciute come non permesse ai sensi del diritto internazionale, collegate ad atti preveduti dalle disposizioni del presente paragrafo o a crimini di competenza della Corte;
i) Sparizione forzata delle persone;
j) Apartheid;
k) Altri atti inumani di analogo carattere diretti a provocare intenzionalmente grandi sofferenze o gravi danni all’integrità fisica o alla salute fisica o mentale.

Si riferisce a:
(a) gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949, ai sensi dell’articolo 8 (2a) dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale; e
(b) altre gravi violazioni delle norme e delle consuetudini applicabili nei conflitti armati internazionali, all’interno del quadro consolidato di diritto internazionale, ai sensi dell’articolo 8 (2b) dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale.

Insieme dei tratti distintivi di natura spirituale, materiale, intellettuale ed emotiva di una società o di un gruppo sociale. Insieme che comprende, in aggiunta alle arti e alla letteratura, gli stili di vita, i modi di stare insieme, il sistema valoriale, le tradizioni e le credenze.

La cultura assume nel tempo e nello spazio forme diverse. La diversità si rivela attraverso gli aspetti originali e le differenti identità presenti nei gruppi e nelle società che compongono l’umanità. La diversità culturale è fonte di scambi, d’innovazione e di creatività.

Garanzia di un’interazione armoniosa tra persone e gruppi dalle identità culturali molteplici, varie e dinamiche così come la volontà di vivere insieme.