Glossario


Uno degli obiettivi principali del Glossario EMN è di migliorare, attraverso la comprensione dei termini di uso comune e delle definizioni in esso contenute, la comparabilità della terminologia in uso tra gli Stati Membri dell’Unione Europea.
Il Glossario può essere considerato un utile documento di riferimento per i Punti di Contatto Nazionali dell’EMN e i membri delle loro reti nazionali, così come per i professionisti e gli studiosi che operano nel settore dell’asilo e delle migrazioni.

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Con l’Accordo di Schengen, frmato il 14 giugno 1985, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi hanno convenuto di abolire gradualmente i controlli alle frontiere comuni e di introdurre la libera circolazione per tutti i cittadini degli Stati membri firmatari, per quelli degli altri Stati membri o per quelli dei paesi terzi.
La Convenzione di Schengen integra l’Accordo e stabilisce le modalità e le garanzie per l’attuazione della libera circolazione.
L’accordo e la Convenzione, nonché le norme adottate su tali basi e gli accordi collegati, formano il cosiddetto «acquis di Schengen». Dal 1999, l’acquis ha fatto parte del quadro istituzionale e giuridico dell’Unione Europea in virtù di un protocollo allegato al Trattato di Amsterdam.

Forum per lo scambio di informazioni tra gli Stati membri nei settori dell’asilo, dell’immigrazione e delle frontiere, al fine di implementare un approccio strategico dell’Unione Europea in questi ambiti.

Caratteristiche biologiche di una persona (femminili o maschili).

Nel contesto dell’UE, quell’evento o quel processo che rende una persona sfollata.
Nel contesto internazionale, allontanamento forzato di una persona dalla sua casa o dal suo paese, spesso a causa di conflitti armati o di disastri naturali.

Sfollamento causato da improvvisi e drastici cambiamenti climatici.

Nel contesto dell’UE, cittadino di un paese terzo o apolide che ha dovuto abbandonare il suo paese o regione d’origine o che è stato evacuato, in particolare in risposta all’appello di organizzazioni internazionali, ed il cui ritorno in condizioni sicure e stabili risulta impossibile a causa della situazione nel paese stesso. Tali soggetto rientrano anche nell’ambito d’applicazione dell’articolo 1A della Convenzione di Ginevra del 1951 o di altre normative nazionali o internazionali che conferiscono una protezione internazionale, in particolare, a:
i) la persona fuggita da zone di conflitto armato o di violenza endemica;
ii) la persona che sia soggetta a grave rischio di violazioni sistematiche o generalizzate dei diritti umani o sia stata vittima di siffatte violazioni.

Persona o gruppi di persone che sono stati forzati o obbligati a fuggire o ad abbandonare le loro case o i luoghi di abituale residenza (senza però oltrepassare un confine internazionalmente
riconosciuto) in particolare come conseguenza o al fine di evitare gli effetti di un conflitto armato, situazioni di violenza generalizzata, violazioni dei diritti umani, disastri naturali o disastri che vedono la corresponsabilità dell’uomo.

Sfollato per motivi legati alla situazione ambientale.

Atto di trarre profitto da qualcosa o da qualcuno; in particolare, ottenere ingiusti vantaggi per il proprio tornaconto (per esempio: sfruttamento sessuale, lavoro forzato, schiavitù o pratiche simili, asservimento e prelievo degli organi).

Sistema comune d’informazione (tra l’UE e gli Stati membri) che consente alle autorità competenti di ciascun Stato membro, per mezzo di una procedura automatizzata, di disporre di segnalazioni di persone e di oggetti, in occasione di controlli alle frontiere, di verifiche e di altri controlli di polizia e doganali effettuati all’interno del paese conformemente al diritto nazionale nonché, per la sola categoria delle segnalazioni (articolo 96) ai fini della procedura di rilascio dei visti, del rilascio dei documenti di soggiorno e dell’amministrazione degli stranieri in applicazione delle disposizioni contenute nella Convenzione di Schengen in materia di circolazione delle persone.

Nel contesto dell’UE, l’insieme dei residenti (sia cittadini di quel paese che cittadini stranieri) di una comunità (nazionale, regionale, locale) all’interno di uno Stato membro.

Organismo sostenuto dalla Commissione Europea il cui obiettivo strategico è di facilitare la cooperazione transfrontaliera tra un certo numero di Stati membri dell’Unione Europea, i paesi candidati e i paesi (non UE) dell’Europa dell’Est in materia di asilo, migrazioni e gestione delle frontiere.

Autorizzazione rilasciata dalle autorità di uno Stato membro che consente a un cittadino di un paese terzo di soggiornare secondo la normativa nazionale sul proprio territorio, in conformità delle disposizioni dell’articolo 1, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (CE) n. 1030/2002 del Consiglio, del 13 giugno 2002, che istituisce un modello uniforme per i permessi di soggiorno rilasciati a cittadini di paesi terzi.

Nel contesto delle politiche comunitarie in materia di asilo, qualsiasi permesso rilasciato dalle autorità di uno Stato membro che autorizza il soggiorno di un cittadino di un paese terzo nel suo territorio, compresi i documenti che consentono all’interessato di soggiornare nel territorio nazionale nell’ambito di un regime di protezione temporanea o fino a quando avranno termine le circostanze che ostano all’esecuzione di un provvedimento di allontanamento, ad eccezione dei visti e delle autorizzazioni di soggiorno rilasciati nel periodo necessario a determinare lo Stato membro competente ai sensi del Regolamento (CE) 343/2003 o durante l’istruzione di una domanda d’asilo o di una richiesta di permesso di soggiorno.

Rimanere nel territorio dello Stato membro, comprese le aree di frontiera o le zone di transito, in cui la domanda di asilo è stata presentata o è oggetto d’esame.

Stato membro in cui un cittadino comunitario si dirige, nell’esercizio della sua libertà di circolazione e di soggiorno.

Nel contesto dell’UE, persona che non ha la cittadinanza di nessuno degli Stati membri dell’Unione Europea.
Nel contesto internazionale, persona che non ha la cittadinanza (per nascita o per acquisizione) di un determinato Stato.

Qualsiasi struttura destinata all’alloggio collettivo dei richiedenti asilo.

Cittadino di un paese terzo che sia stato accettato da un istituto di insegnamento superiore e che sia stato ammesso nel territorio di uno Stato membro per seguire, quale attività principale, un programma di studio a tempo pieno che porti al conseguimento di un titolo di istruzione superiore riconosciuto da tale Stato membro, compresi i diplomi, certificati o diplomi di dottorato in un istituto di insegnamento superiore, che può comprendere un corso propedeutico preliminare a tale istruzione, in conformità alla legislazione nazionale.