Glossario


Uno degli obiettivi principali del Glossario EMN è di migliorare, attraverso la comprensione dei termini di uso comune e delle definizioni in esso contenute, la comparabilità della terminologia in uso tra gli Stati Membri dell’Unione Europea.
Il Glossario può essere considerato un utile documento di riferimento per i Punti di Contatto Nazionali dell’EMN e i membri delle loro reti nazionali, così come per i professionisti e gli studiosi che operano nel settore dell’asilo e delle migrazioni.

Scarica glossario in Italiano

Scarica glossario in inglese

Iniziativa che affronta le questioni relative alla gestione dei flussi migratori nei Balcani occidentali, attraverso la promozione di una maggiore cooperazione regionale e con un approccio globale, integrato e coerente in materia di migrazione, asilo, gestione delle frontiere, politiche dei visti e cooperazione consolare, ritorno dei rifugiati e il loro insediamento, al fine di soddisfare gli standard internazionali ed europei.

Matrimonio che ha avuto luogo allo scopo esclusivo di permettere all’interessato di entrare o di soggiornare in uno Stato membro.

Unione tra due persone, delle quali almeno una non ha fornito il proprio pieno e libero consenso al matrimonio stesso.

Termine più ampio di immigrante ed emigrante, che si riferisce a una persona che lascia il proprio paese o regione per stabilirsi in un altro.

Lavoratore non comunitario che risiede in un paese terzo, occupato in un’attività dipendente di tipo stagionale nel territorio di uno Stato membro con un contratto a tempo determinato e specifico per un determinato impiego.

Vedi Cittadino di paese terzo presente irregolarmente.

Nel contesto dell’UE, si riferisce alla persona che lavora in uno Stato membro; tutelata in quanto lavoratore dal diritto nazionale del lavoro e/o in conformità della prassi nazionale, indipendentemente dal rapporto giuridico, al fine di esercitare un lavoro reale ed effettivo per conto o sotto la direzione di un’altra persona; che è retribuita; che possiede una competenza specifica e adeguata, suffragata da qualifiche professionali superiori.
Nel contesto internazionale, si riferisce alla persona che rientra nell’ambito dell’OIL ISCO-88 Classi 1, 2 e 3, cioè una persona con qualifica di manager, dirigente, professionista, tecnico o simili, che si sposta all’interno dei mercati del lavoro delle società transnazionali e delle organizzazioni internazionali; oppure colui che cerca impiego nei mercati internazionali del lavoro per qualifiche difficilmente reperibili.

Persona che si sposta in un paese diverso da quello di residenza abituale per un periodo di almeno tre mesi, ma inferiore ad un anno, eccetto nei casi in cui lo spostamento verso quel paese avvenga per divertimento, vacanze, visite ad amici o parenti, affari, cure mediche o pellegrinaggi religiosi.
Ai fini delle statistiche sulle migrazioni internazionali, il paese di residenza abituale del migrante di breve termine è considerato essere il paese di destinazione, per il periodo di tempo che il migrante vi rimane.

Persona che si sposta in un paese diverso da quello di residenza abituale per un periodo di almeno un anno (12 mesi), in modo che il paese di destinazione diventi effettivamente il suo nuovo paese di residenza abituale. Dal punto di vista del paese d’origine, la persona sarà un emigrante di lungo periodo e dal punto di vista del paese di accoglienza, la persona sarà un immigrante di lungo periodo.

Persona nata e residente in un paese in cui almeno uno dei suoi genitori ha fatto ingresso come migrante.

Vedi la definizione di Transito.

Colui che lascia il proprio paese d’origine per ragioni puramente economiche in alcun modo collegate alla definizione di rifugiato, o al fine di cercare di migliorare i propri mezzi di sostentamento.

Migrante costretto a una migrazione forzata.

Nel contesto dell’UE, cittadino di un paese terzo che non soddisfa, o non soddisfa più, le condizioni di ingresso stabilite all’articolo 5 del Codice Frontiere Schengen o altre condizioni di ingresso, soggiorno o residenza vigenti in quello Stato membro.
Nel contesto internazionale, colui che, a seguito di un ingresso non autorizzato o della scadenza del titolo di ingresso e soggiorno, non corrisponda a uno status giuridico nel paese di transito o di accoglienza.

Vedi Sfollato per motivi ambientali.

Vedi Lavoratore migrante.

Nel contesto dell’UE, termine più ampio di «immigrazione» ed «emigrazione». Si tratta dell’azione con cui una persona:
(i) stabilisce la sua residenza abituale nel territorio di uno Stato membro per un periodo che è, o dovrebbe essere, di almeno dodici mesi, dopo aver in precedenza soggiornato in un altro Stato membro o in un paese terzo; oppure
(ii) avendo avuto in precedenza la residenza nel territorio di uno Stato membro, cessa di avere la sua residenza abituale in tale Stato membro per un periodo che è, o dovrebbe essere, di almeno
dodici mesi.
Nel contesto internazionale, lo spostamento di una o più persone, sia attraverso una frontiera internazionale (migrazione internazionale), sia all’interno di uno Stato (migrazione interna).
Si tratta di un movimento di popolazione che comprende qualsiasi tipo di spostamento qualunque sia la sua durata, composizione e causa; il termine comprende la migrazione di rifugiati, sfollati, migranti economici e persone che si spostano per altri motivi, compreso il ricongiungimento familiare.

Dimensione esterna delle politiche migratorie dell’Unione Europea, che raggruppa le politiche di migrazione, relazioni esterne e di aiuto allo sviluppo per analizzare le migrazioni in modo integrato, globale e bilanciato in collaborazione con i paesi terzi.

Migrazione ai sensi del contesto giuridico in vigore.

Reiterazione di una migrazione autorizzata da parte di una stessa persona in uno o più Stati.

Migrazione per motivi prettamente economici o per ottenere un miglioramento delle proprie condizioni di vita.

Nel contesto dell’UE, si riferisce esplicitamente al ricongiungimento familiare e alla formazione familiare.
Nel contesto internazionale, è un concetto generale che comprende allo stesso tempo il ricongiungimento familiare, la formazione familiare e la migrazione di un’intera famiglia.

Termine generico utilizzato per descrivere il movimento migratorio caratterizzato da elementi di coercizione derivati da calamità naturali o da cause umane, comprese le minacce alla vita e al sostentamento (ad esempio i movimenti di rifugiati e degli sfollati interni, nonché le persone sfollate a causa di calamità naturali o ambientali, disastri chimici o nucleari, carestia, o per progetti di sviluppo).

Termine usato per indicare gli sforzi sia dell’UE sia degli Stati membri per una gestione strutturata di tutti gli aspetti della migrazione verso l’UE e all’interno dell’UE dei cittadini di paesi terzi e dei cittadini comunitari, con particolare attenzione a gestire l’ingresso, l’ammissione, il soggiorno, l’integrazione e il ritorno, nonché i rifugiati e le altre persone che necessitano di protezione.

Movimento che ha luogo al di fuori delle disposizioni in vigore nei paesi di origine, transito e accoglienza.

Differenza tra immigrazione ed emigrazione in una determinata area durante l’anno di riferimento.

Rapporto tra la migrazione netta (o saldo migratorio) in un anno e la popolazione media nello stesso anno.

Migrazione mediante mezzi irregolari o non autorizzati, senza valida documentazione o con documentazione falsa.

Spostamento di persone da uno Stato verso un altro, o all’interno del proprio paese di residenza, per motivi di lavoro.

Ampia casistica di sfruttamento nei confronti dei migranti: per esempio la tratta, il traffico o lo sfruttamento di un lavoratore in un paese di cui non è cittadino.

Migrazione intrapresa con la prospettiva dello stabilirsi in modo permanente nel paese di accoglienza o che comunque abbia questo come risultato.

Individuo o gruppo di individui che intraprende e procede con i propri piani di migrazione senza alcuna assistenza esterna.

Migrazione per un motivo specifico e/o con l’intenzione di fare ritorno al paese d’origine o di realizzare un ulteriore spostamento.

La somma delle immigrazioni e delle emigrazioni che determina il volume totale della migrazione.

Meccanismo di scambio reciproco di informazioni sulle misure nazionali in materia di asilo e immigrazione che possono avere un impatto significativo su diversi Stati membri o sull’Unione Europea in generale. Il meccanismo rappresenta una base propedeutica per ulteriori scambi di opinioni e dibattiti su tali misure.

Gruppo numericamente minoritario rispetto al resto della popolazione di uno Stato, in posizione non dominante, i cui membri – pur essendo cittadini di quello Stato – posseggano caratteristiche etniche, religiose o linguistiche che differiscono da quelle del resto della popolazione e dimostrino, anche solo in maniera implicita, un senso di solidarietà finalizzato a conservare la propria cultura, tradizione, religione o lingua.

Cittadino di un paese terzo o apolide di età inferiore ai diciotto anni che entra nel territorio di uno degli Stati membri senza essere accompagnato da una persona adulta responsabile per lui in base alla legge o agli usi, finché non ne assuma effettivamente la custodia una persona per lui responsabile, ovvero il minore che è lasciato senza accompagnamento una volta entrato nel territorio di uno degli Stati membri.

Minore di 18 anni che non risiede nel suo paese d’origine ed è separato da entrambi i genitori oppure da chi in precedenza, in base alla legge, ha esercitato la potestà genitoriale.

Persona che, secondo la legge del proprio paese, è al di sotto della maggiore età, vale a dire non è ancora autorizzata ad esercitare determinati diritti civili e politici.

Accordi di cooperazione, basati su dichiarazioni politiche, che hanno l’obiettivo di fornire il quadro generale per il dialogo e la cooperazione sul campo tra un paese terzo e un certo numero di paesi membri, su base volontaria.

Comportamento indesiderato adottato per motivi di razza o di origine etnica e avente lo scopo o l’effetto di violare la dignità di una persona e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante od offensivo.

Meccanismo consultivo di carattere informale e flessibile tra i funzionari nel settore della migrazione provenienti dai paesi di origine, di transito e di accoglienza del Mediterraneo che si pone l’obiettivo di prevenire l’immigrazione irregolare e così creare le condizioni per facilitare la migrazione autorizzata.