Glossario


Uno degli obiettivi principali del Glossario EMN è di migliorare, attraverso la comprensione dei termini di uso comune e delle definizioni in esso contenute, la comparabilità della terminologia in uso tra gli Stati Membri dell’Unione Europea.
Il Glossario può essere considerato un utile documento di riferimento per i Punti di Contatto Nazionali dell’EMN e i membri delle loro reti nazionali, così come per i professionisti e gli studiosi che operano nel settore dell’asilo e delle migrazioni.

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Insieme di misure riconosciute dagli Stati membri a favore dei richiedenti asilo ai sensi della Direttiva 2003/9/CE.

Condizioni di accoglienza che includono alloggio, vitto e vestiario, erogate in natura o in forma di sussidi economici o buoni, oppure sotto forma di un sussidio per le spese giornaliere.

Struttura per l’accoglienza, il trattamento e il soddisfacimento dei bisogni immediati dei rifugiati o dei richiedenti asilo al loro arrivo in un paese di asilo.

Processo in base al quale una persona modi ca tutte o alcune delle proprie opinioni e/o atteggiamenti in modo da adeguarsi a nuove condizioni di vita.

Nel contesto del ricongiungimento familiare (Persona a carico), processo legale che pone ne ai diritti e ai doveri legali di un minore verso i genitori naturali, passando tali diritti e doveri a dei genitori adottivi (conformemente al diritto di famiglia).
Nel contesto del diritto internazionale, atto formale attraverso il quale le parti contraenti stabiliscono la forma e il contenuto di un trattato. Il trattato è adottato attraverso un atto specifico che esprime la volontà degli Stati e delle organizzazioni internazionali contraenti, per esempio attraverso il voto sul testo, la firma, la sigla, ecc. L’adozione può anche essere il meccanismo utilizzato per definire la forma e il contenuto degli emendamenti a un trattato o i regolamenti interni ad esso.

Ogni persona che abbia compiuto il diciottesimo anno di età a meno che la maggiore età, in base alla normativa nazionale applicabile, sia raggiunta successivmente.

Esecuzione dell’obbligo di ritorno, vale a dire il trasporto sico fuori dallo Stato.

Decisione o atto amministrativo o giudiziario che dichiari l’allontanamento.

Nel contesto delle politiche migratorie dell’UE, cittadino di un paese terzo che sia stato ammesso nel territorio di uno Stato membro per frequentare un programma riconosciuto di istruzione secondaria, nell’ambito di un programma di scambio fra scuole, messo in atto da un’organizzazione a tal fine riconosciuta dallo Stato membro, secondo la sua legislazione o prassi amministrativa.

Persona che non è considerata cittadino di alcuno Stato in conformità alla legislazione vigente.

Cittadino di un paese terzo che sia stato ammesso nel territorio di uno Stato membro per effettuare un periodo di formazione retribuita, in conformità alla legislazione nazionale.

Nel contesto delle politiche migratorie dell’UE, ogni azione condotta dalle autorità nazionali competenti che porta alla identicazione di un cittadino di un paese terzo presente irregolarmente.

Processo informale di dialogo e cooperazione avviato nel 1996 al quale partecipano tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, la Commissione Europea, sedici paesi asiatici e il Segretariato dell’Associazione delle Nazioni dell’Asia Sud-Orientale (ASEAN). Tale dialogo affronta tematiche di carattere politico, economico e culturale, con l’obiettivo di rafforzare le relazioni tra le due regioni e nello spirito di un rispetto reciproco e di partenariato paritario.

Forma di protezione garantita da uno Stato sul suo territorio, basata sul principio del non respingimento (non-refoulement) e sui diritti del rifugiato riconosciuti internazionalmente o nazionalmente. Viene concesso ad una persona non in grado di chiedere la protezione dello Stato di cui ha la cittadinanza e/o in cui è residente, in particolare per timore di essere perseguitato per ragioni di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per opinioni politiche.

Il diritto di uno Stato, in virtù della sua sovranità territoriale e nell’esercizio della sua discrezionalità, di consentire a un cittadino straniero di entrare e resiedere, e il diritto di opporsi all’esercizio della giurisdizione da parte di qualsiasi altro Stato su quella persona.

Domanda presentata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide da intendersi come richiesta di protezione internazionale presso uno Stato membro in base alla Convenzione di Ginevra. Tutte le domande di protezione internazionale sono considerate domande di asilo salvo che il cittadino del paese terzo o l’apolide richieda esplicitamente un altro tipo di protezione che possa essere richiesta con domanda separata.

Nel contesto della protezione internazionale, si riferisce all’insieme di procedure di esame, decisioni o sentenze pronunciate dalle autorità competenti in conformità alla legislazione nazionale, ad eccezione delle procedure volte a determinare quale sia lo Stato Membro competente secondo le disposizioni del regolamento (CE) 343/2003 (noto come Regolamento di Dublino).

Corpus del diritto internazionale consuetudinario e degli strumenti internazionali che stabiliscono le norme per la protezione dei rifugiati. La pietra angolare del diritto dei rifugiati è la Convenzione del 1951 ed il suo Protocollo del 1967 relativo allo status dei rifugiati.

Nel contesto dell’UE, il movimento di un richiedente asilo da uno Stato membro a un altro, determinato esclusivamente dalle differenze nelle condizioni di accoglienza o dalle differenze tra le normative applicabili (e non in base all’esistenza di legami di tipo familiare, culturale o linguistico con un determinato Stato membro).
Nel contesto internazionale, il fenomeno per cui rifugiati o richiedenti asilo si spostano dal paese in cui hanno trovato, o potrebbero trovare, protezione a un altro paese per richiedere asilo o per insediarsi in modo permanente, senza il previo consenso delle autorità nazionali del nuovo Stato di insediamento, senza alcun visto d’ingresso, documenti o con insufficiente documentazione di viaggio.

Qualsiasi cittadino di un paese terzo o apolide che abbia presentato una domanda di asilo in merito alla quale non sia ancora stata presa una decisione definitiva.

Azione esplicita o tacita con cui il richiedente asilo pone termine alle procedure avviate con la presentazione della sua domanda d’asilo in conformità con la legislazione nazionale.

Sistema finalizzato a stabilire una comune procedura d’asilo e uno status uniforme a beneficio di coloro cui viene concesso l’asilo o la protezione sussidiaria nell’Unione Europea. Il sistema mira anche al rafforzamento della cooperazione tra le amministrazioni nazionali sull’asilo e la dimensione esterna del diritto di asilo.

Nel contesto dell’UE, fenomeno attraverso cui un richiedente asilo decide di fare domanda di asilo in più di uno Stato membro oppure scegliendone uno in particolare sulla base della percezione di un più elevato standard di condizioni di accoglienza o di sicurezza sociale.